Un progetto cripto che potrebbe trasformare la moneta
Steve Jobs, una volta, disse queste parole:
“Bisogna partire dall'esperienza del cliente e lavorare all’indietro fino alla tecnologia. Non si può partire dalla tecnologia e poi cercare di capire dove venderla. (…)
La strategia e visione di Apple era iniziata con: «Quali incredibili benefici possiamo offrire al cliente?»”
La maggior parte delle aziende di criptovalute appaiono tutt’oggi più come una soluzione in cerca di un problema, che una reale e necessaria innovazione. Le memecoins sono una simpatica eccezione.
Però, non mi ero dato per vinto. Nel 2022, girovagando negli “oscuri” meandri di X/Twitter, trovai qualcosa che vuole provare a risolvere un problema serio nel mondo reale, l’inflazione. Il suo nome è “Reserve”.
L’endgame delle stablecoin?
Nevin Freeman, cofounder, in un tweet del 2021:
“Con Reserve stiamo mirando a creare ciò che avremmo voluto potesse fare Bitcoin: cripto*valuta*. Sfortunatamente è più complicato di Bitcoin.”
Bitcoin ovviamente non si può considerare una moneta perché il suo valore è volatile, è pessimo per acquistare beni e servizi. Lo sa bene Laszlo Hanyecz, che nel 2010 aveva speso 10.000 bitcoin per l'acquisto di una pizza. Cioè 1 miliardo di euro quando Bitcoin vale 100mila, un pasto un po’ costosetto in prospettiva.
Ho l’impressione che Bitcoin venga visto come un’opera d’arte, un testo sacro, più che una semplice analogia con l’oro fisico: Satoshi, il suo creatore, è il simbolo monoteista per eccellenza. I bitcoiners, i messaggeri inesauribili della sua volontà. Per cui, credo stia diventando una religione, più che un asset finanziario davvero centrale nella vita delle persone.
Ciò che conta, è la rivoluzione finanziaria politeista che ha generato dopo quel celebre whitepaper del 2009. Dunque Bitcoin si può considerare la madre delle stablecoin, vera “killer app” di questi ultimi tempi.
Riguardo il problema di acquistare una pizza con leggerezza, le stablecoin sono certamente più idonee, per via della loro natura.
Prova a immaginare una moneta che sia appoggiata al mercato azionario globale o solo alla fetta più produttiva, poi all’oro, all’immobiliare, magari all’obbligazionario, e altre attività storicamente amiche degli investitori. Una moneta simile, sulla carta, non dovrebbe soffrire il problema dell’inflazione, e nemmeno della deflazione.
La funzionalità di arbitraggio terrebbe il valore stabile, per far sì che (1) le persone non siano incentivate a tenerla in portafoglio spendendone un’altra, ma allo stesso tempo (2) non perda valore nel tempo, come tendono a fare l’euro e il dollaro americano.
Il denaro - a livello di fondamentali - si è evoluto pigramente nel corso della storia umana. Nei prossimi anni/decenni, grazie a Internet, c'è una possibilità concreta per migliorarlo.
Oltre il fascino di una nuova tecnologia
Come ha sostenuto brillantemente in passato Benedict Evans, se cripto abilita X e ci piace X, useremo X. Ma non useremo X perché l’infrastruttura è cripto.
Non abbiamo iniziato ad usare l’iPhone perché era possibile usufruire di tecnologia W-CDMA e di un’architettura ARM, ma perché è stato fin da subito un prodotto estremamente versatile, dal design unico, meraviglioso. Molto più di un semplice e freddo gadget elettronico.
Finora sappiamo che le stablecoin stanno trovando il loro mercato, o meglio “product-market fit”, come dicono quelli bravi.
Quindi, se Reserve permetterà un giorno di risparmiare in una moneta digitale (stablecoin) migliore dell'euro, saremo felicissimi di usarla. Di certo non perché la tecnologia sottostante è cripto (blockchain di Ethereum o Base).
Le parole iniziali di Jobs tornano a risuonare.
Nei prossimi anni, Reserve mira innanzitutto a diventare un riferimento per gli ETF decentralizzati, con i DTF. Questo è uno step importante, soprattutto per testare la resilienza del protocollo, la sua affidabilità, e nel frattempo sviluppare in modo solido il brand.
Riguardo alla creazione di una leggendaria moneta anti-inflazione, solo il tempo racconterà la bontà di una delle idee più ambiziose di questo secolo. Se nel ‘900 era una mera speculazione degli economisti austriaci, è tempo di passare alla pratica una volta che la tecnologia sarà nel pieno della maturità.
Nella seconda parte, esploriamo il progetto più a fondo • Link
Deeper
video
Steve Jobs sulla strategia di Apple • Link
Un’introduzione chiara a Reserve e la sua piattaforma “open” • Link
blog
Il post di Nevin Freeman, in risposta a Nassim Taleb • Link
platforms
Reserve • Link
La piattaforma per controllare i progressi della tokenizzazione degli asset “on chain” • Link
art
Quilt | Kathiuska • Link
Nota: sono investitore in Reserve; tuttavia, nulla di ciò che scrivo rappresenta un invito a investire i propri soldi in alcun asset finanziario, riporto solo la mia personale esperienza di comprensione del progetto.



